14 Febbraio 2025

Le visioni dei giovani

By don Adriano Parroco

4.   “I giovani avranno visioni, gli anziani avranno sogni”: i passi che aspettano

Le visioni e i sogni ci sollecitano a guardare con speranza in avanti, verso il futuro. Perciò mi permetto di indicare quali passi ci attendono nel prossimo tempo.

  1. Le parrocchie, riunite nelle unità pastorali che sono state individuate dal discernimento compiuto finora, debbono essere coinvolte nel processo di attivazione delle unità pastorali.

Invito tutti a non compiere passi che risultino meramente formali e non sostanziali. Perché la rete delle parrocchie – che restano comunità fondamentali per noi –  sia frutto di un progetto condiviso è necessario attivare processi comunitari che non sono per nulla scontati.
Per realizzare questi processi con i passi necessari verranno offerte delle indicazioni dal “Laboratorio pastorale diocesano” (esso comprende alcuni laici, consacrati, preti insieme ai giovani animatori). Esse saranno utili per comprendere come comporre il Consiglio pastorale dell’Unità pastorale (quali le sue funzioni) e come articolare il rapporto di predetto consiglio con il Consiglio pastorale parrocchiale o le équipe di lavoro delle singole parrocchie (in alcune parrocchie esiste ancora il consiglio pastorale parrocchiale). È fondamentale che in ciascuna parrocchia vi siano dei referenti laici (potrebbero essere anche alcuni componenti dei gruppi ministeriali) nominati per un tempo determinato con dei compiti e delle responsabilità che vanno precisate. Le unità pastorali che si trovano in zone cittadine richiedono una articolazione adeguata a quel territorio con forme di collaborazione differenziate da scoprire e sperimentare sotto la direzione del vicario foraneo. Le unità pastorali non nascono magicamente, ma non possiamo nemmeno aspettare troppo. Per questo verranno consegnati dei passi da compiere.

  • Come era stato ipotizzato l’anno scorso, è opportuno che alcune parrocchie rimangano vere e proprie comunità ma con un profilo giuridico più snello rispetto all’istituto giuridico parrocchia. Pertanto verranno date indicazioni per il processo di unificazione di alcune parrocchie, così da permettere una attività pastorale più dinamica e semplificare gli aspetti economico-amministrativi che, non raramente, appesantiscono la gestione delle stesse. Non si tratta di cancellare delle comunità che hanno talora una storia gloriosa alle spalle. Piuttosto si rende necessario rinnovare in modo nuovo le stesse e individuare forme e strategie collaborative nel territorio per garantire un futuro anche a quelle comunità che soffrono a causa del calo demografico e della centralizzazione di alcuni servizi sociali.
  • Una visione che guarda al futuro delle nostre parrocchie richiede la realizzazione del sogno che papa Francesco ci ha offerto con la pubblicazione dell’enciclica Laudato Si’ (24 maggio 2015). Egli ci invita a riconoscere il deterioramento dell’ambiente naturale, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico fra le maggiori sfide del nostro tempo dove è in gioco la responsabilità e la capacità di impegno di tutti i cristiani e di tutti gli uomini di buona volontà. In ogni parrocchia si ponga attenzione all’ambiente (inquinamento dell’acqua, dell’aria…) anche con una speciale attenzione alle strutture (oratori, patronati, scuole materne…) per ridestinarle alle reali esigenze delle nostre comunità, anche in collaborazione con istituzioni pubbliche.

Un segno è l’attivazione della Comunità energetica rinnovabile in tutte le parrocchie anche con il sostegno della neonata “Comunità Energetica Solidale” diocesana. La Comunità energetica rinnovabile è una forma partecipativa volta a promuovere lo sviluppo, la produzione, il consumo e la condivisione di energia prodotta da forme rinnovabili il cui principale obiettivo è quello di fornire benefici economici, sociali e ambientali nel territorio in cui si opera.

  • Una attenzione particolare dovrà essere assicurata alle fraternità presbiterali e alle forme di vita comune tra preti anche aperte ai diaconi. Le forme di esercizio del ministero dei presbiteri necessitano una verifica e un approfondimento per comprendere come possa e debba essere assicurata la cura pastorale in questo contesto completamente nuovo di un gruppo di presbiteri a servizio di più parrocchie e comunità in un territorio ampio e non più residenti nelle singole canoniche. Anche gli spazi di vita delle fraternità presbiterali andranno adeguati alla nuova situazione.